COMUNICATO STAMPA – NOVA COMO – Lo sgombero fantozziano di via Fiume: Rapinese trasforma l’ultimo giorno d’estate dei bambini della Corridoni in una farsa da Ufficio Sinistri

A pochi giorni dall’inizio della scuola, i genitori della Corridoni non sanno ancora in quale edificio accompagneranno i propri figli. Non lo sanno perché a deciderlo, ancora una volta, non è un piano educativo ma l’ostinazione di un sindaco che da mesi ha trasformato — anche — la vicenda Corridoni in un regolamento di conti personale.
Lo sgombero raffazzonato in stile fantozziano di sabato mattina, con Rapinese in prima persona e la solita magliettina bianca — per una volta coerente col contesto da trasloco — impegnato a fare propaganda davanti alle telecamere, è tutto fuorché pianificazione.
Razionalizzare una rete scolastica significa programmare per tempo, con un piano pluriennale fondato su analisi territoriali, flussi demografici e standard di sicurezza edilizia. Rapinese ha invece aspettato l’ultimo weekend di agosto per improvvisare quella che la legge vorrebbe frutto di anni di programmazione.
Il verbale di sopralluogo dell’ottobre 2025 certificava che la scuola di via Fiume non ha scale d’emergenza né uscita di sicurezza dalla palestra, ha bagni in gran parte fuori uso e un impianto elettrico da rifare integralmente.
Ora quegli stessi spazi, che tre mesi fa richiedevano un investimento milionario, vengono dichiarati “pronti” con un sabato di sgombero.
Mentre il sindaco inscena il suo show personale, a pagare il conto sono i bambini della Corridoni. Bambini che, con la campanella fissata al 14 settembre, restano nel limbo. Famiglie costrette a riorganizzare last minute lavoro, orari e accompagnamenti.
Non è tollerabile che il futuro di 200 bambini dipenda dall’improvvisazione. Rapinese la smetta di giocare a fare il traslocatore e cominci a fare il sindaco, occupandosi delle scuole di questa città con competenza, serietà e rispetto istituzionale.

Teresa Minniti – Vincenzo Falanga
Nova Como

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