Prendiamo atto con rispetto della sentenza del TAR Lombardia che ha respinto i ricorsi presentati dalle famiglie contro il piano di riorganizzazione della rete scolastica del Comune di Como. Le decisioni della magistratura amministrativa si rispettano sempre.
Tuttavia, una sentenza stabilisce la legittimità di un procedimento amministrativo; non esprime un giudizio sull’opportunità delle scelte politiche compiute.
Ed è proprio sul piano politico che continuiamo a ritenere sbagliata la strategia perseguita dall’Amministrazione comunale.
Chiudere o trasferire scuole di quartiere significa modificare profondamente il tessuto sociale di una comunità. Le scuole non sono semplicemente edifici: rappresentano luoghi di aggregazione, punti di riferimento per le famiglie e presìdi di vita nei quartieri.
In questi mesi abbiamo visto cittadini, genitori, insegnanti e associazioni mobilitarsi con impegno ed una passione straordinaria per difendere queste realtà. Quel patrimonio di partecipazione non può essere archiviato con una sentenza.
Siamo convinti che serva una visione di città capace di investire sulle famiglie, sui servizi educativi e sulla qualità della vita dei quartieri.
Nova Como continuerà a sostenere che le politiche scolastiche debbano partire dalle persone e non esclusivamente dai bilanci o dagli indici demografici.
Questa vicenda ci insegna che una scelta può essere giuridicamente legittima e, allo stesso tempo, politicamente discutibile.
Per questo continueremo a lavorare affinché, in futuro, le decisioni che riguardano le scuole siano costruite attraverso un confronto ancora più ampio con le famiglie, gli istituti scolastici e i territori, mettendo al centro la qualità della comunità che vogliamo costruire.

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