Invece di concentrarsi sui rimpalli istituzionali, sarebbe stato auspicabile che il Comune di Como non imponesse alla città altri quattro anni di attesa e cogliesse fin da subito l’opportunità di individuare un arredo capace di valorizzare e rappresentare l’identità della città, assumendosi la responsabilità di una scelta per il proprio territorio. Ci auguriamo ora che la soluzione individuata venga adattata e integrata armoniosamente nel contesto del nuovo lungolago, che presenta caratteristiche profondamente diverse rispetto alla Passeggiata Gelpi e richiede un segno più contemporaneo, e che i lavori possano essere completati in tempi rapidi, consentendo ai cittadini di tornare a godere pienamente di uno dei luoghi più rappresentativi e suggestivi di Como. Da troppo tempo, infatti, questo affaccio unico sul lago restituisce un’immagine di incompiutezza e trascuratezza che la nostra città non merita.


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