La vicenda dei ciliegi torna al centro del dibattito cittadino.
E questa volta il cuore della discussione non è una strada commerciale, ma uno dei luoghi simbolo di Como: i Giardini a Lago, davanti al Tempio Voltiano.
Dopo quanto accaduto in via XX Settembre, la proposta di sostituire i ciliegi con peri ornamentali riapre una ferita che la città non aveva ancora completamente rimarginato.
La nuova variante ai Giardini a Lago
Secondo quanto riportato da La Provincia di Como, il Comune starebbe valutando una variante al progetto dei Giardini a Lago che prevede la sostituzione dei ciliegi con peri ornamentali, gli stessi già al centro delle polemiche in via XX Settembre.
🔗 Articolo La Provincia di Como:
https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/da-via-xx-settembre-ai-giardini-a-lago-il-comune-ricicla-i-peri-o_3688616_11/
Il tema non è solo paesaggistico. È simbolico.
È identitario.
È politico.
I ciliegi ai Giardini a Lago non sono semplici alberi. Sono parte dell’immagine della città, del suo racconto visivo, del suo equilibrio tra architettura, lago e natura.
L’intervento di Nova Como e Sergio Gaddi
La presa di posizione è stata netta.
Nova Como e il consigliere regionale Sergio Gaddi hanno parlato di una vera e propria “ripicca del sindaco contro i cittadini”.
Le dichiarazioni evidenziano un punto centrale: dopo via XX Settembre, l’Amministrazione avrebbe dovuto comprendere che il verde urbano è parte dell’identità collettiva e non materia neutra da trattare come semplice arredo.
Riproporre oggi la stessa soluzione, nello stesso clima di tensione, dà la sensazione di una scelta non condivisa e non maturata alla luce di quanto già accaduto.
Il video della vicenda
Per chi vuole approfondire, è disponibile anche il servizio video che riassume la questione e le posizioni in campo:
🎥 https://www.youtube.com/watch?v=gQGzj3dzT_I
Il vero nodo: il metodo
Il punto non è scegliere tra ciliegi e peri.
Il punto è il metodo.
Dopo le mobilitazioni di via XX Settembre, la città aveva espresso con chiarezza una richiesta: ascolto, confronto, partecipazione. Non imposizione. Non sfida. Non ostinazione.
Oggi, ai Giardini a Lago, il rischio è di replicare lo stesso schema:
- decisione percepita come calata dall’alto
- variante annunciata a lavori già avviati
- assenza di un vero percorso partecipato
Il risultato è una frattura crescente tra amministrazione e cittadinanza attiva.
Un luogo simbolo non può essere terreno di ripicche
I Giardini a Lago sono uno dei punti più fotografati, vissuti e rappresentativi di Como. Intervenire su quell’area significa intervenire su un simbolo urbano.
Se ogni scelta diventa una contrapposizione, se ogni progetto si trasforma in scontro, la città perde coesione. E quando una comunità perde coesione, non è un problema botanico. È un problema politico.



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