L’associazione Nova Como denuncia con forza quella che appare come una vera e propria ripicca
istituzionale del Sindaco.
Dopo aver perso la battaglia sui ciliegi di via XX Settembre – dove la mobilitazione popolare,
le oltre 6.000 firme raccolte e l’intervento della Regione e della Soprintendenza hanno
bloccato l’abbattimento e imposto la salvaguardia dei filari storici – il Sindaco rincara la dose
proponendo una variante al progetto dei Giardini a Lago che prevede la sostituzione dei ciliegi ornamentali
davanti al Tempio Voltiano (presenti da decenni) con peri “Chanticleer”.
È difficile non leggere questo gesto come una rivalsa nei confronti dei cittadini, della politica e
delle istituzioni che si sono opposti all’abbattimento dei ciliegi di Via XX Settembre.
La sostituzione dei ciliegi spezzerebbe la continuità paesaggistica con il filare di Viale Cavallotti, che ogni
primavera regala una delle immagini più iconiche della città, e interromperebbe l’armonia visiva del
cannocchiale prospettico verso il Tempio Voltiano, incorniciato dal delicato rosa delle fioriture.
Quel filare è un simbolo della città e della sua bellezza e della qualità dello spazio pubblico.
Rinunciarvi per sostituirlo con alberature prive della stessa forza simbolica significherebbe sacrificare un
elemento identitario di Como per una decisione che non risponde ad alcuna reale esigenza paesaggistica.
A questi aspetti si deve aggiungere la denuncia netta dei ritardi sulla consegna dei Giardini a Lago.
È utile ricordare che il cantiere, avviato nel febbraio 2024, avrebbe dovuto essere concluso
entro febbraio 2025, poi rinviato ad aprile 2025 e per ultimo ad aprile 2026. Ciò significa che,
da oltre due anni, uno dei luoghi più centrali e simbolici della città è trasformato in un cantiere prolungato
sottratto alla piena fruizione dei comaschi, mentre continuano e susseguirsi promesse e cronoprogrammi
mai rispettati.
Ci si augura, quantomeno, che questa Giunta si astenga dal presentare come un successo la futura
riconsegna dei Giardini a Lago, ignorando il ritardo accumulato e il lungo periodo in cui la città è stata
privata di uno dei suoi spazi più importanti.
Un’opera consegnata con oltre un anno di ritardo non può essere celebrata come un risultato positivo: si
tratta, al più, del recupero tardivo di un impegno che avrebbe dovuto rispettare i tempi previsti.
Per le motivazioni di cui sopra, Nova Como chiede:
§ il ritiro immediato della variante che sostituisce i ciliegi;
§ una data certa di riconsegna dei Giardini a Lago;
§ rispetto per la città, con preghiera di astensione da azioni che, ancora una volta,
offendono il decoro istituzionale delle cariche ricoperte e creano ulteriori fratture
con la cittadinanza.
Invitiamo tutti i cittadini, le associazioni e le forze politiche a partecipare al ritrovo pubblico che si
terrà sabato 7 marzo, alle ore 10.00, davanti al Tempio Voltiano, per difendere la bellezza di
Como.
Nova Como

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