Ci sono battaglie che nascono quasi in silenzio e finiscono per diventare simboli.
Quella dei ciliegi di via XX Settembre, a Como, è una di queste.
Una decisione amministrativa prevedeva il taglio di un intero filare di alberi storici.
Una scelta presentata come tecnica, necessaria, inevitabile.
Ma che inevitabile non era.
Grazie all’intervento della Soprintendenza, è stato riconosciuto il valore paesaggistico, storico e identitario dei ciliegi: non semplici alberi, ma parte integrante della memoria urbana.
La rimozione è stata autorizzata solo per gli esemplari realmente malati, con l’obbligo di sostituzione con piante della stessa varietà.

A questo primo stop ne è seguito un secondo, decisivo:
anche il TAR ha confermato la necessità di fermare i tagli indiscriminati, dando ragione a chi chiedeva valutazioni serie, motivate, rispettose.
Ma nulla di tutto questo sarebbe accaduto senza una mobilitazione civica straordinaria.
Presìdi quotidiani, firme raccolte online e su carta, ricorsi, attenzione dei media, partecipazione diffusa.
Una risposta composta ma determinata di cittadini che hanno detto: questa scelta ci riguarda.
La vicenda dei ciliegi non parla solo di alberi.
Parla di come vengono prese le decisioni, di ascolto, di rispetto dei luoghi, di rapporto tra istituzioni e comunità.
E dimostra che il conflitto, quando è civile e documentato, può diventare correzione e non scontro.
Nova Como


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