COMUNICATO STAMPA 15 NOVEMBRE 2025
La questione è più profonda di quanto possa sembrare. Sostituire un ciliegio con un pero non è una semplice decisione tecnica. È un segnale. È la fotografia di una città amministrata senza visione, senza identità e senza futuro.
Il 17 novembre 2025 il Comune di Como ha programmato la rimozione dei ciliegi di via XX Settembre. E lo fa con lo stesso metodo che ormai conosciamo fin troppo bene: una sola perizia, nessun confronto, nessuna alternativa concreta. È il copione stanco di un’amministrazione che non ascolta, non coinvolge, non progetta. Un’amministrazione che, invece di costruire, rimuove; invece di dialogare, chiude; invece di valorizzare, cancella.
Il ciliegio non è un albero qualunque. Nelle culture di mezzo mondo è un simbolo di bellezza, di rinascita, di delicatezza che merita cura. Le sue fioriture brevi e spettacolari diventano ogni anno parte della memoria collettiva: rappresentano identità, tradizione, riconoscibilità. In città, i ciliegi sono uno dei pochi elementi capaci ancora di emozionare, di fermare uno sguardo, di appartenere davvero a un luogo.
Il pero, invece, è un’altra cosa. È un albero agricolo, funzionale, ordinario. Non ha risonanza simbolica, non costruisce identità, non porta con sé storia o memoria. È l’albero dell’utilità, non della bellezza. È un sostituto neutro, un segnaposto. È l’assenza della visione.
Ecco perché questa scelta pesa così tanto: perché, senza forse neppure accorgersene, si sta trasformando un simbolo in un oggetto qualunque. Si sta scambiando la cultura con la neutralità, la tradizione con la sostituzione, la bellezza con l’ordinario. Si sta togliendo qualcosa che appartiene alla città per rimpiazzarla con qualcosa che non le parla affatto.
Questa vicenda non è un caso isolato. La tecnica è sempre la stessa: tagliare e vedere l’effetto che fa. Senza una consultazione, senza una strategia complessiva, senza una visione di insieme. E soprattutto senza alcun rispetto per ciò che la città è e rappresenta.
Non stiamo chiedendo l’impossibile. Stiamo chiedendo ciò che in qualunque amministrazione normale sarebbe ovvio: acquisire più pareri indipendenti prima di procedere con un abbattimento irreversibile. Non un solo documento considerato intoccabile. Non una decisione confezionata e presentata come inevitabile. Como merita molto più delle scorciatoie. Merita scelte ponderate, motivate, condivise. Merita attenzione e responsabilità.
In Giappone, dove i ciliegi sono considerati un patrimonio culturale, nessuno si sognerebbe di sostituirli con un pero. Si studiano le criticità, si interviene con competenza, si preserva ciò che ha valore. A Como, invece, si preferisce rinunciare ai simboli e piantare l’irrilevanza.
Bloccare questo intervento non significa creare conflitto o fare polemica sterile. Significa avere rispetto per la città e per la sua identità. Perché, continuando così, non perderemo soltanto dei ciliegi. Rischiamo di perdere, pezzo dopo pezzo, il senso stesso di cosa significhi essere cittadini di questa meravigliosa città.

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